Passeggiando verso via Partenope, una delle strade più suggestive di Napoli dedicata alla mitica sirena fondatrice, si attraversa un piccolo ponte per raggiungere un monumento senza tempo. Sull’isolotto di Megaride galleggia placido il Castel dell’Ovo, una struttura che fonde storia e mito in una cornice mozzafiato. Il borgo Marinari lo circonda con il suo porticciolo, offrendo ristoro tra ristoranti e locali immersi nella bellezza del golfo.
Ammirare il castello significa sfogliare secoli di vicende umane. Il nome stesso deriva da una celebre leggenda: si narra che il poeta Virgilio nascose nei sotterranei una gabbia con un uovo in una caraffa d’acqua. Finché l’uovo fosse rimasto integro, il castello e la città di Napoli avrebbero goduto di eterna protezione e fortuna.
Dall’antichità romana al Medioevo
Le radici del forte risalgono all’epoca romana, quando l’isolotto ospitava il lussuoso Castrum Lucullanum. Qui Lucio Licinio Lucullo teneva i suoi leggendari banchetti. Tuttavia, l’isola conobbe anche momenti cupi: nel 476 d.C., Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore d’Occidente, vi trascorse i suoi ultimi giorni di prigionia dopo la resa a Odoacre.
In seguito, i ruderi romani divennero rifugio per eremiti e monaci. Una leggenda narra che qui sbarcò Santa Patrizia, nipote dell’imperatore d’Oriente in fuga dalla sua terra, oggi amatissima compatrona di Napoli. Solo con l’arrivo dei Normanni la struttura assunse le sembianze di un vero castello ricostruito. Sotto gli Svevi e gli Angioini, l’edificio alternò la funzione di reggia a quella di prigione, arricchendosi di nuove torri fortificate.
Il periodo moderno e i prigionieri illustri
Il castello assunse la forma visibile nella celebre Tavola Strozzi durante l’epoca aragonese. Nel periodo vicereale, la struttura tornò a essere un carcere severo, ospitando tra le sue mura anche il filosofo Tommaso Campanella.
Durante la rivoluzione del 1799, i repubblicani napoletani usarono il maniero come ultimo baluardo prima della resa. Nell’Ottocento, sotto i Borboni, le sue celle rinchiusero figure illustri del Risorgimento come Francesco De Sanctis e Luigi Settembrini.
Il Castello oggi: un’icona sul mare
Oggi Castel dell’Ovo è una tappa imperdibile per i turisti e una sede prestigiosa per eventi e cerimonie. I visitatori possono esplorare le imponenti torri, i resti della chiesa di San Salvatore e il grande terrazzo panoramico che offre una vista impareggiabile sul Tirreno. Il maniero continua a vegliare sulle acque del golfo, invitando chiunque a scoprire i segreti di una storia millenaria e appassionante.