Si vede il mare, da quelle finestre. Una tavola di un blu intenso verso cui affaccia il vecchio edificio, ormai fatiscente, che ha accolto tanti piccoli bambini sin dalla fondazione — avvenuta il 19 marzo del 1919 — dell’Orfanotrofio Maschile Stabiano.
C’era una volta un posto dedicato ai meno fortunati. Qui, orfani di guerra e civili trovavano le cure ed il riparo necessari per superare infanzie dure e difficili. Tristi esistenze a prendere pieghe diverse, nuove, per sfatare il triste mito di una strada inevitabilmente segnata. E il mare, il mare blu e le onde a cullare piccole creature ed i loro sogni.
Un secolo di storia: dal 1919 alla Colonia Estiva
Nel cumulo di pietre e calcinacci ammassati pare udire il frastuono di una giornata come tante tra bambini ed educatori. Al fianco, la Basilica della Madonna di Pozzano a sorvegliare le anime pure di questi piccoli innocenti.
Dal 1946, su idea dell’opera di previdenza del personale delle Ferrovie dello Stato, la struttura cominciò ad accogliere gli orfani dei ferrovieri. Vista la magnifica posizione, l’edificio è stato a lungo utilizzato anche come Colonia estiva.
Tra calcinacci e ricordi: il reportage fotografico
Immagine dopo immagine, catturo atmosfere spettrali che si animano nella mente e lasciano spazio a ricostruzioni della memoria. Metto insieme ricordi che non mi appartengono e le rovine raccolte negli interni di questa struttura che — come un vecchio dinosauro — riposa raccolto in attesa di riemergere da un vecchio torpore.
Metto insieme i pensieri e immagino file di bambini, ordinate, e grembiulini svolazzanti e la brezza marina. Ed ancora il mare. Il mare blu a protezione di questo patrimonio prezioso: il futuro.
La voce delle rovine e la forza della memoria
E quelle che furono scale e pilastri possenti oggi si sono sbriciolate sotto il peso dell’incuria. Memorie si affastellano e danzano vivaci in questo angolo di Campania. Sorrisi e risate argentine, un passato ricco di esistenze che scatenano un coinvolgimento emotivo che richiede a gran voce di non essere cancellato.
Le pareti si polverizzano, ma non la forza delle voci che riecheggiano da quegli anni. Ed il mare, blu. Che ancora oggi raccoglie le pene dell’anima, quelle di un fotografo alla ricerca di storie da non dimenticare.
