Tra le imponenti colonne della Basilica di San Francesco di Paola, dove l’architettura neoclassica di Napoli cerca di toccare l’assoluto, si consuma la cronaca quotidiana di chi abita i margini. Questa serie fotografica non vuole solo documentare il contrasto visivo tra la pietra monumentale e la fragilità dei materassi stesi a terra, ma cerca di catturare il battito vitale che resiste all’angoscia.
Al centro dell’obiettivo non c’è solo la povertà, ma la resistenza emotiva: un giovane e il suo cane giocano, indifferenti alla maestosità che li circonda e alla durezza della loro condizione. In questo scambio di sguardi e gesti, la piazza smette di essere un simbolo del potere borbonico e torna a essere una “casa”, un luogo di affetti necessari.
Una narrazione per immagini che invita l’osservatore a non distogliere lo sguardo, trovando la bellezza non nella perfezione del marmo, ma nella dignità di un legame che nessuna colonna potrà mai sostenere da sola.
