Tra il fragore delle onde del Golfo e il bagliore delle lampade alogene, la notte di Castellammare di Stabia si accende di un’energia ancestrale. Questo reportage fotografico vi conduce nel cuore pulsante della “nottata”, un rito collettivo che affonda le radici nell’identità più profonda del territorio. A Castellammare, come in tutta l’area torrese-stabiese, la tradizione non ammette compromessi: il pesce per il cenone deve essere freschissimo, quasi “vivo”. È per assecondare questa ricerca dell’eccellenza che le pescherie sfidano il buio, aprendo le porte già nella tarda serata del 23 e del 30 dicembre per restare operative per tutta la notte.

Le immagini catturano il riflesso delle squame argentee, il movimento frenetico delle mani che annodano sacchetti e i volti segnati dalla salsedine e dalla stanchezza orgogliosa. Non è solo commercio, è un teatro antropologico a cielo aperto: dal guizzo dei capitoni nelle vasche allo “struscio” notturno dei cittadini tra i vicoli del centro. Attraverso questi scatti, entriamo nell’anima di una città che onora il suo legame viscerale con il mare, trasformando l’attesa del Natale e del Capodanno in un’opera d’arte vivente fatta di voci, nebbia di fiato e sguardi sinceri.