Fotografare la strada ti connette con l’umanità, ti immerge nelle diverse e complesse identità dell’essere umano.
Un gruppo di ragazzi irrompe tra le imponenti colonne della Basilica di San Francesco di Paola a Napoli, trasformando l’austero colonnato in un campo da gioco. Corrono, urlano, scherzano e discutono animatamente. Vivono un momento profondamente privato in un luogo pubblico e monumentale. Sono una bolla inviolabile, e non accettano interferenze.
Rimango in disparte, osservandoli. Cerco di entrare in contatto, di stabilire un ponte visivo. Vengo più volte respinto da sguardi diffidenti e cenni stizziti.
Finalmente, dopo lunghi minuti di attesa, uno di loro rompe il muro e si avvicina. Chiede di me, chiedo di lui. L’iniziale diffidenza si scioglie, siamo subito in sintonia. Mi confida che non ama studiare matematica e scienze perché “non le capisce”.

Mi presenta al gruppo. La barriera è crollata. Da estraneo sono diventato “’o zii”.
Ultimo scatto, il più prezioso: la foto di gruppo, il sigillo della nostra nuova, inattesa amicizia.