Luoghi e Città

Fotografia in Viaggio....le sensazioni, le suggestioni e le memorie di altri luoghi.

Acquedotto Carolino

Da solo in auto, il contachilometri va ed io con lui, e la mia fedele compagna - la mia macchina fotografica -  ben protetta dalla sua custodia,  sembra fissarmi con attenzione dal sedile accanto.

D'un tratto, si intravede  una monumentale struttura che sovrasta l'intera strada. Sono dinanzi ad una eccezionale costruzione in tufo costituita da tre ordini di archi a tutto sesto che tocca un’altezza di 60 metri ed raggiunge una lunghezza di quasi 500 metri. È l'Acquedotto Carolino, così denominato per rendere il giusto onore al re Carlo di Borbone che ne ordinò la costruzione. Possiamo, dunque, apprezzare una delle più importanti prove di ingegneria idraulica di tutti i tempi, costruita ispirandosi alle forme degli antichi acquedotti romani, a firma di Luigi Vanvitelli. Ma l'Aquedotto è anche una delle più significative opere pubbliche legate alla storia dei Borbone. Le ragioni che spinsero il re a promuovere la realizzazione di un condotto di tale portata vanno ricercate nella esigenza di  alimentare i giochi d’acqua della Reggia di Caserta  e di approvvigionare il Palazzo e la città. Il progetto di Luigi Vanvitelli, naturalmente, destò l’attenzione di tutta l’Europa;  ci vollero ben 16 anni per vedere questo condotto terminato  il cui complessivo tracciato percorre 38 km,  quasi interamente interrato, tranne  il passaggio su alcuni ponti tra cui il Ponte della Valle. Ed è, a guardarlo, un monumento che stupisce e che impone uno sguardo attento e silenzioso. E, così, silenziosamente, ho lasciato che la mia macchina catturasse qualche immagine che potesse restituire la severità e la grande  imponenza di questa straordinario esempio di ingegno umano.

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